Comune di Capaci | Storia e Tradizione

Viaggio alla scoperta di Capaci
La storia del paese, conoscerne i quartieri, luoghi, monumenti e foto.

Le emozioni e i ricordi raccontati anche attraverso le vostre vecchie foto in bianco e nero.

 

La storia
Il centro abitato del Comune di Capaci si sviluppa lungo un asse stradale molto antico, di epoca romana, che collega Palermo con le città più importanti della Sicilia occidentale di Trapani e Marsala.

Numerosi reperti archeologici ancora da analizzare e collocare cronologicamente testimoniano un passato preistorico particolarmente interessante mentre è certo che il primo insediamento stabile risale al 15 settembre 1241, data che segna il passaggio dal feudo al casale e che prelude alla fondazione dell'odierna cittadina.
Il suo nucleo originale è sorto intorno al 1523 ai piedi della Montagnola Santa Rosalia, sovrastata dalle balze concave della "Quarara", verso la metà dello stesso anno risalgono le prime fondamenta della Chiesa Madre, centro di primario interesse religioso, artistico e culturale.

La cucina tipica capacense ha origini antichissime e vanta piatti semplici ma gustosi, figli di una cucina povera che mostra tracce di tutte le culture che si sono stabilite in Sicilia.
Nei primi decenni del XVI secolo, con la riunificazione dei vari possedimenti in un'unica baronìa l'agricoltura divenne l'attività primaria. Anche la pesca conobbe una attività molto redditizia e poté estendersi sempre più lontano fino a raggiungere le coste dell'Africa settentrionale. E Susa sul Golfo di Hammamet, in Tunisia, ancor oggi reca la testimonianza di un intero quartiere che porta il nome di Capaci.
 

 

I quartieri del Comune di Capaci
Capaci è un comune con più di 10.000 abitanti, esistono quartieri che sono nati con il passare del tempo, dalla nascita della borgata fino ai nostri giorni.
Il quartiere più famoso è quello del centro storico, che nominato "Congo", da un famoso personaggio del paese, Monsignor Monteleone, che con una battuta rivolta alla gente che vi abitava lo ha rinominato così, questo quartiere si estende dal centro dove c'è la Matrice fino ad arrivare alla chiesa, chiamata da tutti i paesani: "a chiesiedda" (la chiesetta) data la sua piccola dimensione, poi il più grande quartiere è quello che si estende per tutto il viale Kennedy, dai paesani chiamato "ù quartiere rà strata ò mari" (il quartiere della strada per il mare).
Un altro quartiere è situato nella piazzetta Zima chiamato il quartiere proprio come la piazza, chi ci abita è chiamato proprio cosi: "chiddù rà via Zima" (quello della via Zima), e poi si trovano i quartieri dormitorio o residenziali, che non hanno un nome.

 

 

 

 

 

 

 

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